Chi sono

Sono cresciuta a Catania alle pendici dell’Etna e vicino al mare, insieme ad una mamma amante degli ambienti accoglienti e ad un papà appassionato per la creazione di cose nuove, belle e utili.

Piccola e curiosa osservatrice, andavo in giro facendo un sacco di domande a tutti.

Da ragazza mi affascinava l’informatica ed ero sempre alla ricerca del giusto programma utile a me e agli altri.

Sin da allora non sopportavo le ingiustizie e mi davo da fare per offrire possibilità alle persone: così ho iniziato dilettandomi nella facilitazione di incontri tra cani guida e loro futuri padroni e, più avanti, ho contribuito a far conoscere a ragazze e ragazzi l’opportunità di proteggersi dal HIV.

Diventata mamma da giovane, ho compreso con mia figlia che aiutare gli altri ad esprimere il meglio di se stessi è contagioso e aiuta anche te!

Ho iniziato a lavorare da neo-mamma vivendo le mie giornate come un’alchimia di poppate, lezioni universitarie e ascolto dei problemi degli altri. (C’era anche qualche pausa rigenerante con granite e cannoli siciliani…)

Col tempo tutto si è evoluto: ho aggiunto pappine e buoni pranzetti, studi specializzati e tecniche per aiutare le persone a superare le proprie difficoltà. (E, visto che il lavoro nel frattempo mi aveva portato a Milano, mi sono lasciata piacevolmente contaminare da gorgonzola e risotti…)

Ho lavorato per parecchi anni in una grande azienda di telecomunicazioni occupandomi di cura dei clienti e di gestione di progetti, attraverso le risorse disponibili e quelle che riuscivo a creare.

Ho deciso poi di dedicare le mie competenze alle organizzazioni no profit.

Ho frequentato la Scuola di Counseling della Fondazione Patrizio Paoletti, incentrata sulla ricerca neuro-scientifica e sulla Pedagogia per il Terzo Millennio (metodo pedagogico sviluppato da Patrizio Paoletti per lo sviluppo dell’uomo lungo il corso di tutta la sua vita).

In quegli anni ho scoperto che, grazie all’osservazione, si generano nuove possibilità.

Girovagare alla ricerca di nuovi dati per creare idee e azioni diverse, mi aveva appassionato sin da piccola. Ho quindi proseguito approfondendo metodi di facilitazione internazionali tra cui:

  • le tecniche del International Center for Studies in Creativity di Buffalo State, per generare le condizioni che accrescono la creatività;
  • la Theory U, elaborata da Otto Scharmer e da un gruppo di ricerca del MIT di Boston, per fare emergere il cambiamento.

Oggi sono Counselor/Facilitatore, specializzata nell’utilizzo di tecniche creative. Lavoro con le “tecnologie sociali” che riuniscono la potenza generativa delle relazioni umane, i metodi per far emergere la creatività come strumento utile per risolvere problemi, e l’uso della tecnologia.